Cristo è ancora fermo a Eboli

Giugno 11, 2008

Théodore Géricault - Le Radeau de la MéduseUn “problema storico”, il sud, la diga, Senise, il “senisese” (inteso come territorio, ma anche forse come cittadino abitante di Senise, contadino, incazzoso, intelligente forse, sveglio sicuramente, “categoria”, quasi “etnia”)

Tutto ciò ci viene puntualmente ricordato (oltre che dall’ubbidiente teatrino pseudo-mediadico locale) da chi a questi problemi dovrebbe porre soluzione, non per bontà d’animo essendo stati eletti deputati a farlo, delegati dai cittadini che pagano il loro stipendio e ai quali dovrebbero portar di conto. Ma non solo. Il “problema storico” diventa sinonimo di “perpetuo”, irrisolvibile quindi.

Nelle dichiarazioni di alcuni di questi signori il problema pare quasi avvolto da un alone “mistico-biblico”: la diga, Senise, il “senisese” come il popolo d’Israele in perenne cammino prostrato e sofferto dalle angherie che la storia gli infligge. “Problema storico” quindi “biblico”, la formazione culturale prodotto di qualche millennio di cultura giudaico-cristiana che emerge, la visione biblica della storia, direi per scherzo. Il popolo d’Israele condannato a soffrire, non una bazzecola, non si risolve con qualche milione di euro d’aiuti. Mica è facile, provate a mettervi nei loro panni.

In altri posti nel mondo con una disoccupazione al 50% scoppiano rivoluzioni. Qui da noi si risentono se qualche cittadino, in maniera civile, chiede un po’ più di attenzione per una situazione che ormai tutti sono d’accordo nel definire di emergenza. Per contro, non si sente mai di un’analisi seria che prenda in considerazione cose  del tipo: “assunzione di responsabilità” ecc. Mai. Il problema c’è, ma è “storico”. E’ avvenuto e avviene per volontà divina.

Cito testualmente : “provvedere ad accrescere stabilmente la capacità dei soggetti coinvolti nelle attività di progettazione ed attuazione integrata degli interventi”. Buonanotte. E loro sanno che la notte tutte le vacche sono nere.

PS.
Un amico mi  ricorda le parole di Carlo Levi : “Di qui la impossibilità, fra i politici e i miei contadini, di intendere e di essere intesi. Di qui il semplicismo, spesso ammantato di espressioni filosofeggianti, dei politici e l’astrattezza delle loro soluzioni, non mai aderenti a una realtà viva, ma schematiche, parziali, e così presto invecchiate.”

Immagine: Théodore Géricault | La zattera della Medusa | 1818 -19 | Olio su tela | Musée du Louvre, Paris